Simbolo di speranza e di rinnovo ciclico della vita, ma anche dell’amore puro che sfida l’ineluttabilità del tempo e la vince, l’infiorescenza giallo – arancio della calendula è un piccolo satellite di petali incantato dal sole, lo insegue dal suo sorgere e con mestizia si ripiega su di sé al tramonto. I semi di questo fiore che colora i giardini in tutta l’area del Mediterraneo durante l’estate, l’autunno e gli inverni più miti, con la loro caratteristica forma di una mezzaluna per i Greci rappresentavano le infinite lacrime di Afrodite per la perdita del suo Adone. Calendae in latino indicava il primo giorno del mese, proprio a significare come i fiori, che da qui prendono il nome, si rigenerassero di continuo.

calendula

Dal sapore leggermente piccante e amarognolo, i Romani la usavano soprattutto per insaporire le vivande come sostituto del più costoso zafferano, la spezia di cui potevano beneficiare solo pochi privilegiati, senza dover rinunciare così al gusto  e a quella piacevole nota di colore nei piatti. Questa magica pianta che, secondo una leggenda nordica, veniva seminata sulle orme lasciate dal proprio amato per il grande potere di rigenerare il sentimento tra due innamorati, a partire dal Medioevo cominciò ad essere apprezzata anche per le sue virtù salutari e ad essere utilizzata come antinfiammatorio e cicatrizzante. Carlo Magno la incluse tra le piante da coltivare presso i giardini officinali del suo vasto regno e alcuni secoli più tardi Santa Ildegarda la consigliava nella cura della tigna, dei disturbi all’intestino e al fegato, delle punture di insetti e morsi di serpente.

calendula-L05

In cucina le foglie della calendula vengono usate nelle minestre e nelle insalate miste, i petali freschi aromatizzano invece pesce, risotti e  formaggi. Con i fiori si possono creare anche infusi e decotti o essere utilizzati per la preparazione di aceto e miele, tutti ricchi di vitamine e sostanze naturali che stimolano il sistema immunitario.