Tra le erbe e le spezie, tra gli aromi forti e pungenti, tra i sentori di zenzero  e peperoncino e il profumi del basilico e della menta si nasconde un piccolo mondo, affascinante e colorato come quello delle spezie, ma delicato e fresco come quello delle erbe, sono i Fiori.

Alcuni di loro,  come la lavanda e la rosa appartengono a pieno titolo alle erbe aromatiche, altri rimangono sospesi a metà tra l’alimento vero e proprio e l’aroma. Portano tra i petali il profumo dei ricordi, la dolcezza dei piatti preparati con ricercatezza e cura, rendono delicata e particolare ogni preparazione che li ospita, tripudio estetico a riprova del fatto che nel cibo ciò che è bello e buono, si, in questo grande mondo vige rigida la regola del Kalòs kai Agathòs, i colori e i sapori vanno di pari passo, l’armonia di un piatto ne compone estetica e gusto.

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Due fiori caratterizzano la cucina sin dai tempi più antichi, la Rosa e la Viola.La Rosa icona di femminilità e passione,  purezza e gelosia, fiore dalle molteplici caratteristiche fitoterapiche riequilibrante, rilassante, rassodante per la pelle del viso, ottima per il sistema nervoso ed afrodisiaca, ha una storia culinaria non indifferente. In Siria, la terra  calda e speziata che le da i natali, nasce l’acqua di rose che è utilizzata, come in tutto il medio oriente per dolci e tè, ma l’utilizzo dei petali di rosa è frequente anche nella cucina medioevale dove i petali tritati accompagnavano formaggi ed anche lasagne piccanti, i fiori erano sapientemente miscelati con le spezie per donare un sentore tanto unico quanto personale, al piatto.

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La Viola porta con se una leggenda di amor materno, disperazione e gioia, di perdita  e ritrovamento e infondo come negare  che il suo aroma abbia qualcosa di squisitamente malinconico?

E’ il fiore di Demetra e Persefone, leggenda vuole che quando la fanciulla risalì dall’ Ade per trascorrere con la madre i sei mesi che erano stati pattuiti con lo sposo Plutone, abbia trovato ad attenderla un giardino fiorito di mille piccole viole che Demetra aveva fatto nascere per dimostrare alla figlia la gioia nel rivederla e la malinconia durante la sua assenza.

I fiori come le spezie e le aromatiche uniscono all’aroma anche doti terapeutiche, la viola è tossifuga, espettorante, depurativa, antinfiammatoria, diuretica, emolliente. L’olio essenziale di violetta ha doti calmanti, antisettiche ed antidolorifiche ed è apprezzato anche in aromaterapia e fitoterapia per le sue capacità lenitive legate alle sofferenze della sfera emotiva, così come accade anche per l’olio essenziale di rosa.

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Nel Medioevo i cuochi inglesi e di Avalon utilizzavano petali di rosa e di viola sia per il dolce che per il salato, nelle terre fredde della Bretagna dove i boschi erano un immenso calderone di ispirazione e la cucina, la stregoneria e l’erboristeria erano delimitate l’una con l’altra da confini sottilissimi, i fiori erano ingredienti preziosi e ben utilizzati. Quale epoca migliore di questa per riportarli agli antichi fasti e riassaporarne il malinconico e seducente aroma?