Quale etimologia preferire per quest’erba che sembra nata col genere umano stesso? Il greco Thymos ci sussurra l’idea di respiro, soffio, profumo, coraggio e vitalità. Rimedio per scacciare gli incubi, era già adoperata dagli Egizi per confezionare unguenti da usare nelle imbalsamature, nei suoi fiori si credeva dimorasse l’anima del defunto. Era apprezzata e coltivata dagli Etruschi, dai Romani e dai Greci. Questi ultimi narravano che fosse sgorgata dalle lacrime di Arianna (chi non ricorda il labirinto?!) afflitta per l’abbandono dell’amato Teseo. Il profumo di quelle lacrime inebriò a tal punto Dioniso che volle prendere in sposa Arianna, elevandola, così, all’Olimpo.

E scalda il cuore rincorrere l’intreccio dei miti che accompagnano gli aromi nel mondo e scoprire un’iscrizione rinvenuta a Cnosso, riferita ad Arianna, che dice: “Miele alla Signora del Labirinto”. Curioso, perché il miele di timo, dall’ambrato profumo di spezie che ricorda i chiodi di garofano, veniva dai greci usato per addolcire il vino da offrire ai commensali, quel miele, di Ibla (Sicilia), al quale Virgilio dedica, nel primo libro dell’Eneide, un verso carico di soavi ricordi olfattivi: “e dà sentor di timo il miel fragrante”.

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Furono proprio i romani ad introdurre l’uso del timo in cucina e da loro giunse poi fino in Inghilterra. Il timo presenta un sapore robusto come il sole dell’estate mediterranea, con una nota piccante che ricorda la freschezza del pepe nero appena macinato.

Il timo si dimostra erba dai mille usi. Adoperatelo con i legumi, in marinate, grigliate, insalate, e minestre per le quali è meglio fresco, e per aromatizzare pane e focacce, per i quali, invece, è consigliabile impiegarlo secco, così da non rovinare la struttura dell’impasto durante la cottura. Provatelo sulle patate arrosto, aggiunto, insieme all’aglio, prima di infornare al posto del rosmarino, o fresco sulle verdure grigliate come sostituto del prezzemolo. Ricordate, il timo, come l’origano, ha il potere meraviglioso di donare sapidità alle pietanze, dunque ci permette di utilizzare minori quantità di sale, a sostegno della salute. E se dovessimo sentirci assediati da qualche negatività, bruciamone un rametto in casa, ed essa svanirà come arsa nel fuoco sacro.

Ed ecco una ricetta da provare anche fredda, che saprà donarci energia da vendere nelle torride giornate estive: Vellutata di pomodoro e timo, per scoprirla cliccate qui.